Il tema della sensibilità ambientale è oggi più che mai sotto gli occhi dell’opinione pubblica: difatti, le emissioni provocate principalmente dal settore dei trasporti hanno ormai raggiunto livelli allarmanti. Tutto parte dalla base per cui la maggior parte dei sistemi di trasporto attuali sono basati su gomma, e più specificamente dipendono da carburante ottenuto dal petrolio: questo fatto  già di per sé è un problema non indifferente considerando che il petrolio è una fonte non rinnovabile, presente in natura ma destinata ad esaurirsi.

Il petrolio inoltre è una fonte di energia incredibilmente costosa, dato che almeno in Italia siamo costretti ad importarlo dai paesi arabi e più in generale da quelli più ricchi di giacimenti; tali paesi, insieme con le grandi multinazionali petrolifere, decidono unilateralmente il costo del barile a scapito dei paesi più poveri di risorse costretti ad acquistarlo per soddisfare i propri bisogni energetici.

Passando più specificamente ai trasporti, come ben sappiamo quasi tutti i veicoli privati e aziendali sono fuel-efficiency-3mossi da motori a combustione interna, che funzionano grazie a carburante fossile come benzina e gasolio (nei casi più rispettosi dell’ambiente, anche metano o GPL). Un motore di questo tipo, durante il suo funzionamento ha un rendimento bassissimo, che nel migliore dei casi raggiunge circa il 20%. Questo vuol dire che del possibile rendimento energetico di una certa quantità di carburante soltanto il 20% circa viene utilizzato per lo scopo, ovvero lo spostamento del veicolo, di cui il 12% lo perdiamo tra resistenza dell’aria e attrito tra asfalto e pneumatici. Il restante 80% è tutto spreco! Viene per la maggior parte dissipato sotto forma di calore, ma anche nell’attrito tra i vari componenti meccanici che equipaggiano il veicolo stesso.

Viene quindi da sé che l’uso di un classico motore a benzina o diesel rappresenta uno spreco enorme, oltre a contribuire negativamente al deterioramento dell’ecosistema, con la produzione di emissioni nocive. Una delle più recenti prospettive nel campo dei trasporti è l’uso dell’elettricità come unica fonte di energia per il funzionamento dei veicoli, oppure della più diffusa combinazione di energia elettrica con motori convenzionali a benzina, volta alla realizzazione delle cosiddette  soluzioni ibride con tassi di efficienza molto elevati.

Negli ultimi anni, soprattutto grazie all’avanzamento della tecnologia che ha permesso l’alleggerimento delle batterie e a una presa di coscienza da parte di più strati della società, molte case produttrici hanno iniziato a sviluppare veicoli di ogni tipo elettrici e ibridi: automobili, ma anche veicoli industriali e autobus. Su un veicolo ibrido come quello descritto poco prima, è comunque presente un motore a combustione, ma esso non è collegato direttamente alle ruote: il suo compito è, all’occorrenza, quello di azionare un generatore che carica le batterie.

Proprio con l’energia fornita da queste ultime i motori di trazione elettrici azionano le ruote del veicolo. Questa soluzione è molto efficiente e permette di creare veicoli silenziosi, adatti all’uso in città e meno inquinanti, dato che il motore a benzina o diesel si avvia solo per il tempo strettamente necessario (per caricare le batterie oppure fornire prestazioni aggiuntive quando è richiesta una forte accelerazione).

Che si tratti di un motore a benzina o che sia Diesel, sia che si tratti di un auto ibrida o “tradizionale” dobbiamo fare i conti con gli sprechi legati ad una non perfetta combustione, causa di inquinamento e di spreco di energia.

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