Dover manipolare sostanze pericolose non deve spaventare nessuno; lo facciamo tutti i giorni senza farci caso più di tanto.
All’interno delle nostre abitazioni è facile trovare un vero e proprio “arsenale”, dall’infiammabile al tossico. Non ci facciamo mancare nulla.

Ma cos’è che ci consente di utilizzare prodotti potenzialmente pericolosi in sicurezza? Come mai se c’è un pericolo continuiamo a “correre il rischio”?

La risposta risiede nelle precauzioni che prendiamo, nelle istruzioni che seguiamo. Un uso improprio potrebbe rendere letale anche un cotton fioc…

Un aiuto importante ce lo da la SDS, che se correttamente redatta, è uno strumento molto utile per sapere come manipolare, trasportare e immagazzinare una sostanza pericolosa.

Che importanza riveste una SDS e che rischi si corrono con schede di sicurezza incomplete o non aggiornate?

Le Schede di Sicurezza sono da oramai molti anni lo strumento più importante per la comunicazione dei pericoli connessi ad una sostanza o ad una miscela. Inizialmente non contenevano molti dati e la loro funzione era semplicemente quella di lasciare un documento cartaceo dove fossero indicati i pericoli che provenivano dalla classificazione ed evidenziare le sostanze pericolose che generavano la classificazione stessa. Nel tempo il Legislatore Europeo ha dato alle SDS sempre maggiore importanza ed oggi sono un indispensabile strumento per poter manipolare in sicurezza una sostanza o una miscela.
E’ interessante fare un paragone tra i titoli della precedente direttiva e il regolamento attuale. La Direttiva 1999/45/CE portava come titolo “ Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura dei preparati pericolosi” mentre il regolamento CLP (CE) 1272/2008 ha come titolo “ Regolamento … relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE”. Questo regolamento, come abbiamo visto, regola ora la classificazione tossicologica che ritroviamo alla sezione 2 delle Schede di Sicurezza e quindi alla fine la sua applicazione è il cuore della Scheda stessa. Possiamo notare come nel titolo di questo nuovo regolamento non compaia più la parola “pericoloso”: questo a significare come per il legislatore tutto ciò che entra in contatto con l’uomo può essere potenzialmente pericoloso.

In termini giuridici si potrebbe dire che c’è stata “inversione dell’onere della prova”. Infatti il precedente regolamento asseriva sostanzialmente che se le tutte le sostanze componenti una miscela non erano pericolose allora anche la miscela era necessariamente non pericolosa. Oggi di fatto bisogna dimostrarlo comunque che la miscela non sia pericolosa, a prescindere dalla classificazione delle sostanze componenti. Le cose per fortuna stanno cambiando e le Nuove SDS sono finalmente in grado di darci gli strumenti per una valutazione attendibile della pericolosità delle nostre miscele.

Per questo motivo la redazione corretta e puntuale di una Scheda è così importante.

(Diego Maffina)

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Chi deve fornire la SDS?

La Scheda di Sicurezza deve essere fornita dall’importatore e deve essere redatta secondo le normative vigenti nel paese dove il prodotto viene immesso.
A tal scopo è utile aggiungere che una SDS valida in America, ad esempio, non soddisfa i regolamenti europei (REACH) ed è pertanto ritenuta nulla dalle autorità preposte al controllo.
Quando si parla poi di sostanze pericolose la questione si fa seria e l’utilizzatore deve pretendere una SDS valida e aggiornata, per ridurre al minimo il rischio di pericolo ed evitare di incorrere in sanzioni pecuniarie e penali non di poco conto.

Perché DAP Fuel è catalogato come corrosivo? Quali sono i parametri che lo rendono tale?

La classificazione di una miscela deriva direttamente dall’applicazione del nuovo Regolamento CLP 1272/2008. La parola “corrosivo” non deve però spaventare. Infatti spesso nella classificazione tossicologica i regolamenti impongono di usare “parole chiave” che hanno un significato dedicato all’interno del regolamento in oggetto ma al di fuori di quel contesto possono avere significati di maggiore intensità. Noi siamo abituati ad esempio a considerare un prodotto come corrosivo quando versandolo su una superficie o sulla pelle notiamo una reazione immediata, come ad esempio quando nei film vediamo che viene versata una sostanza su un metallo e la superficie si scioglie istantaneamente.
In realtà per il regolamento CLP non è proprio così: si danno vari gradi di pericolosità in base al danneggiamento ed alla velocità di danneggiamento dei tessuti. Le reazioni possono essere le più diverse fino ad arrivare alla necrosi del tessuto, ovvero alla morte delle cellule che vengono contaminate. I 3 gradi di capacità di corrosione cutanea previsti sono:

Grado 1A 
Grado 1B
Grado 1C

Ho introdotto questa distinzione, che può sembrare un po’ pedante, perché spesso si è portati a considerare a priori le miscele chimiche o innocue o letali e di conseguenza o si sottovaluta o si sopravvaluta la comunicazione del pericolo che si ha in etichetta. In realtà il fatto che il legislatore abbia introdotto vari gradi di pericolosità ha lo scopo proprio di evitare che si faccia di tutte le erbe un fascio. Vale a dire che Dap Fuel è certamente pericolosa e va manipolato utilizzando i corretti dispositivi di protezione individuale che vengono consigliati ma non è necessario certo mettersi una tuta anti contaminazione nucleare. Va semplicemente manipolato correttamente, ed il pittogramma unificato (dentro il rombo rosso) è indispensabile per richiamare con forza la nostra attenzione.

(Diego Maffina)

In conclusione si può dire che quando si ha a che fare con sostanze pericolose la cosa importante è richiedere la Scheda di Sicurezza, che deve obbligatoriamente essere fornita in corso di validità e aggiornata, e seguire gli accorgimenti che su di essa sono riportati, tutto li.

Regolamento completo qui.

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